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Intervista a Nicola Sodano, capogruppo del Pdl in consiglio provinciale e candidato sindaco di Mantova per il Pdl
«DICIAMO BASTA ALLA POLITICA CON IL PARAOCCHI DELLA PROVINCIA»
Nicola Sodano non è proprio un novellino della politica mantovana ma l’entusiasmo è ancora quello del 1994, quando scese in campo con Forza Italia, per dirla con le parole del suo fondatore. E Sodano, stimato architetto cinquantenne, ne ha vista passare di acqua sotto i ponti. Acque spesso agitate, come la storia di Forza Italia e del centrodestra che a Mantova non ha mai avuto vita facile. Tante correnti, tante idee e tanti personalismi in cui però Sodano è sempre riuscito a ritagliarsi un ruolo di primo piano. Oggi lo attende la sfida per conquistare via Roma a Mantova, come candidato del Pdl, e nel prossimo numero de Il Nocciolo presenterà il suo programma elettorale. E’ presidente provinciale dell’Associazione Popolare Europea di Mantova, il quale fa riferimento al sen. Mario Mantovani, sottosegretario ai trasporti. Ma è anche il capogruppo del Pdl in Provincia, dove siede tra le file della minoranza dal 1997. Ora la nascita del Popolo della Libertà e i successi ottenuti anche nel mantovano dal nuovo partito, fanno vedere il bicchiere mezzo pieno, vista l’ultima sconfitta di misura nelle passate elezioni provinciali e i buoni auspici per le elezioni del 2011.
Partiamo proprio dal futuro, Sodano. Ha qualche chance il Pdl di spodestare il centrosinistra da Palazzo di Bagno nel 2011?
Mi auguro che dopo tre mandati all’opposizione, dovuti a tre sconfitte evitabili, la storia cambi. In Provincia siamo una minoranza quantitativamente e qualitativamente molto elevata. Abbiamo ad esempio due sindaci, un vicesindaco, un ex sindaco. Noi facciamo vera opposizione, non solo opposizione folkloristica. Siamo una squadra molto qualificata. L’entusiasmo proviene anche dalla nuova ventata politica con una dirigenza giovane che ha voglia di fare. Per costruire un Pdl forte e unito a Mantova non possiamo non considerare l’importante contributo che sta dando al partito il coordinatore provinciale Carlo Maccari, in piena sintonia con il suo vice, il senatore Giancarlo Serafini, molto vicino a Berlusconi. Per noi rappresenta un punto di riferimento fondamentale anche in Regione. Dobbiamo continuare a lavorare su questa strada anche per il futuro.
Ci pensa alla presidenza della Provincia come candidato del Pdl?
Io sono a disposizione per qualsiasi tipo di ruolo.
Ora l’ipotesi sembra tramontata ma si discuteva al Governo sul taglio futuro degli enti locali considerati inutili. Tra questi anche le Province. Cosa ne pensa?
La Provincia dovrebbe avere un ruolo di pianificazione. Per quanto riguarda il dibattito sull’utilità o meno dell’ente provinciale, io ritengo che le province siano utili nel momento in cui riescano a svolgere un ruolo di programmazione. Da noi la giunta di centrosinistra non è in grado di compierlo. Pertanto non posso dire se sia utile o meno. Posso solo dire che svolge un ruolo dannoso.
Si riferisce a qualche caso in particolare?
Sicuramente la recente approvazione del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale ne è un esempio lampante. Il Ptcp è un momento ancora più importante del bilancio perché rappresenta il Piano regolatore del territorio, se cosi possiamo dire. La Provincia agisce sempre con il paraocchi e visto il giudizio negativo da parte della Regione, sarebbe stato più opportuno riportarlo al confronto con i Comuni mantovani. Contestiamo i metodi e i tempi, visto che ha avuto il suo iter mentre le amministrazioni comunali andavano al voto con tanti sindaci che giustamente si disinteressavano. Dal punto di vista sostanziale non solo è inutile ma è anche dannoso. Un esempio su tutti è la richiesta della Regione di prevedere nel Piano anche scelte riferite alle attività produttive e commerciali che la Provincia ignora con il Ptcp. Inoltre, c’ è un approccio sbagliato verso le aree agricole, le quali sono classificate, contrariamente alle disposizioni regionali, tutte con uguale valenza, senza distinguere quelle di pregio produttivo e paesaggistico da quelle di scarso valore. La stessa futura edificazione residenziale e non, viene regolata pressoché nello stesso modo in ogni parte della provincia, senza distinzione tra le aree ad alta densità edificatoria da quelle che non lo sono.
Tornando al passato, quali sono state principali battaglie che avete sostenuto in consiglio provinciale?
Una delle più accese è stata la vicenda Apam. Critichiamo l’operato della Provincia nel ruolo di partner e nel rapporto con le municipalizzate come l’azienda di trasporto pubblico di Mantova. Penso alla vertenza sull’utilizzo di autisti in subappalto. L’accusa rivolta all’Apam dagli ispettori era stata chiara: aver impiegato come propri dipendenti autisti che non erano stati assunti dall’Apam. Non volendoci mai ascoltare, l’azienda si è trovata con un totale di spese, per l’ente e quindi per la collettività, tra multe dell’Inps, spese giudiziarie, etc, di circa 2 milioni di euro.
Sull’autostrada Mantova-Cremona la Provincia dovrebbe avere un ruolo di coordinatrice tra i comuni interessati dal tracciato. Come sta gestendo la vicenda viste le tante polemiche?
Anche qui la Provincia agisce con il paraocchi. Ad esempio Borgoforte, comune interessato dal tracciato seppure per pochi metri, fino a poco tempo fa non era nemmeno stato convocato alle conferenze dei servizi. E’mancato quindi il ruolo di coordinamento. L’amministrazione, con la figura di Camocardi che in larga parte rappresenta il vero presidente, procede con il coinvolgimento degli enti solo quando questo coinvolgimento è obbligatorio, e solo quando ne deve fare un uso demagogico. Non c’è nessuna costruzione del consenso vero. Assieme al Ptcp, la Mantova-Cremona rappresenta il simbolo di questa cattiva gestione. Noi del Pdl siamo sulla linea ben espressa dall’amico e collega Alessandro Beduschi che coniuga l’esigenza di un’infrastruttura di questo genere con il rispetto paesaggistico e anche archeologico del territorio.
Come vede le comunali a Mantova, visto che sarà lei il candidato del Pdl?
Per il centrodestra è un’occasione storica. Mai abbiamo avuto una situazione così disastrosa nel centrosinistra cittadino. Divisioni palesi e candidature ogni giorno. Gli ultimi 15 anni rappresentano il fallimento del centrosinistra. I 5 anni della Brioni sono stati utilizzati per annullare i 10 precedenti di Burchiellaro. Mantova è rimasta ferma a 15 anni fa. Io ho sempre auspicato un Pdl unito. Vorrei l’alleanza naturale con la Lega che ben governa a livello nazionale e regionale. Il nostro elettorato senza alcun dubbio vorrebbe lo schema di coalizione che c’è sia in Regione che a Roma. Anche in termini di candidati, il sindaco ideale deve avere alle spalle una coalizione.
Gioco della torre. Chi butta giù tra Fontanili, Camocardi, Brioni o Carra?
Camocardi
Tra Veltroni, D’Alema, Bersani e Franceschini?
Franceschini
Tra Vespa, Santoro, Feltri e Mentana?
Santoro
Tra Berlusconi, La Russa, Tremonti e Fini?
Tremonti
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