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10 Marzo 2010 |
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Dal Quotidiano "La Voce di Mantova"
Con un’espressione a metà tra l’incredulo e l’indignato il coordinatore del Pdl Alessandro Beduschi, che sostituisce Carlo Maccari perché candidato alle Regionali, ha reso pubbliche ieri mattina nella sede del partito tutte le irregolarità, i punti di domanda e le manovre sospette di cui la lista “Per la Lombardia” rappresentata da Roberto Formigoni è stata ingiustamente vittima: “Ieri siamo stati invitati a Milano dai coordinatori Corsaro e Podestà per fare luce sulla recente ed incresciosa vicenda delle firme delle nostra lista – ha spiegato Beduschi -. Siamo in presenza di una manovra oscura ma molto chiara, mirata a screditare il Pdl sul piano della burocrazia anziché su quello dei contenuti. La cosa, in realtà, destava già dall’inizio qualche sospetto: come mai solo la Lombardia ed il Lazio?”. Gli esponenti del Popolo della Libertà, dopo giorni di silenzio nel quale hanno preferito accertarsi concretamente di quanto in basso fossero scesi i loro avversari, hanno finalmente deciso di spiegare nei dettagli tutti i retroscena scandalosi della vicenda. Complotto? Scandalo? Certamente è impossibile non pensare alla cattiva fede di chi continua a cercare sfide fuori dal campo. Svegliarsi solo all’alba delle competizioni elettorali cercando di screditare i propri avversari con simili mezzucci non fa onore alla nostra opposizione: “Dopo aver formalmente accettato la nostra lista domenica 28 febbraio – ha proseguito Beduschi – la Commissione Elettorale Centrale ha permesso che quello stesso pomeriggio alcuni esponenti della lista Bonino-Pannella visionassero in totale autonomia i nostri documenti che, per legge, avrebbero potuto essere guardati solo dopo dieci giorni previa richiesta e solo alla presenza di un nostro delegato. Il mercoledì successivo l’esponete radicale Marco Cappato raccontava addirittura in diretta Tv che il numero delle firme per Formigoni era ulteriormente ridotto perché un controllo successivo ne aveva tolte altre 300. Questa notizia a noi, coinvolti in prima persona, è stata rivelata solo il giorno successivo. Si sono concentrati sulla forma dei timbri, sulle abbreviazioni usate per scrivere i nomi dei comuni dei sottoscrittori: se noi avessimo usato i loro parametri alla lista di Penati avremmo dovuto annullare ben 824 firme e la lista di Grillo non sarebbe stata neppure ammessa”. Gossip, vicende del tutto personali e adesso addirittura cavilli burocratici: ma non sarebbe più semplice concentrarsi su qualche buona idea da aggiungere ai programmi elettorali?. I Radicali ora hanno richiesto di controllare anche le firme raccolte per le Comunali di Mantova: il nostro Tribunale, rispettoso delle regole, gli ha risposto di aspettare i dieci giorni previsti dalla legge. Staremo a vedere.
Laura Negri
Documenti allegati in formato PDF: » Dossier Lombardia » Discrepanze dossier Formigoni / Penati
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