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Carissimi,

dal 15 al 19 luglio si terrà a Cerese di Virgilio, presso l’area feste del Palazzetto dello Sport in via Nuvolari 2, la seconda edizione provinciale della Festa della Libertà.

Si tratta certamente di una grande occasione per il PdL mantovano di allestire per i cittadini un punto di riferimento organizzato e funzionale per incontrarsi e parlare di politica o, più semplicemente, trascorrere una serata assistendo a spettacoli e cenando presso lo stand gastronomico in compagnia di amici e famigliari.

Inutile dirlo, la buona riuscita dell’appuntamento dipende innanzitutto dall’impegno organizzativo e dalla volontà di partecipare e collaborare da parte di tutti noi. È per questo che vi invito a intervenire numerosi.

Certo di poter contare sulla vostra disponibilità e in attesa di incontravi alla Festa, vi saluto cordialmente.

Ps. Quest’anno abbiamo deciso di dare vita a una sottoscrizione a premi. Vi chiedo uno sforzo particolare nel diffondere il messaggio. Per reperire i biglietti sono disponibili Paolo Celada (3355644281), Angelica Zaffani (3315919140) e Dario Castagna (3356010786)

Carlo Maccari

Ci siamo. E’ partita formalmente in queste ore la IX legislatura del Consiglio regionale lombardo, la terza Assemblea elettiva d’Italia.

Parto stavolta dai banchi della Giunta, con una delega, “semplificazione e digitalizzazione”, che rappresenta per me un grosso stimolo ed una sfida importante. Dal posto di governo regionale, è evidente e scontato, sarò impegnato anche in uno sguardo particolare per Mantova, il nostro territorio.

Tante sono le attese e tante le speranze. Spero di non deludere.

Faccio i ringraziamenti a tutti coloro (Alessandro Beduschi in primis, sostituendomi alla guida del coordinamento provinciale) che si sono impegnati in campagna elettorale, non solo per me ma per tutti i candidati del PdL, perché è grazie a voi che abbiamo ottenuto risultati storici ed entusiasmanti.

La vittoria dell’amico Nicola Sodano al Comune di Mantova, rappresenta quella che da mesi (inascoltato dalla stampa e da qualche disattento amico di partito) vado dicendo. Con le amministrative dello scorso anno, con la nascita del PdL, si muove nella nostra provincia una nuova e giovane classe dirigente, che non ha più complessi d’inferiorità nei confronti della sinistra, che è in grado d’interpretare fino in fondo le istanze dei nostri concittadini, che vuole cogliere la sfida del Governo e dello sviluppo in prima persona.

Con questo ambiente umano e con coloro che vorranno “esserci” dobbiamo allargare gli orizzonti della nostra azione, contaminare positivamente tutti coloro che ancora credono che la “politica” sia una cosa inutile o dannosa o che sono magari rimasti schifati da “certa politica”.

Partiamo subito. Il domani è vicino. E ci appartiene.

 

Carlo Maccari

Mi ricandido al consiglio regionale. Lo faccio, come ho avuto modo dire nelle numerosissime serate trascorse a discutere di politica, di territorio, di attese e di speranze con tanti di voi, con lo spirito di chi è consapevole dell’importanza del ruolo e al tempo stesso è persona libera che non vive “di” politica, ma piuttosto “per” la politica.

In questi cinque anni di esperienza nel parlamento regionale mi sono reso conto di quanto l’istituzione sia diventata centrale per la stragrande maggioranza delle materie che interessano i cittadini. Dalla sanità ai servizi alla persona, dalla piccola e media impresa all’agricoltura, dalle infrastrutture alla formazione professionale, solo per citarne alcune. Questi sono i temi che costituiscono il cuore dell’attenzione legislativa regionale.

Il Cittadino ha sempre rEgione, appunto.

E mi sono anche reso conto di quanta forza politica occorra a noi della Bassa per tenere i nostri temi centrali al dibattito regionale, con la consapevolezza di parlare, certo, a nome di poche centinaia di migliaia di cittadini a fronte dei milioni dell’area metropolitana milanese e delle altre grandi città, rappresentativi, però, di un modello di sviluppo economico e culturale di primario rilievo ed importanza.

Mi sono impegnato in molte iniziative ed ho la soddisfazione di essere tra i pochi consiglieri regionali  promotore e primo firmatario di proposte di legge (alcune divenute poi legge, altre in itinere consiliare) che hanno riguardato temi importanti per la vita dei nostri concittadini.

Mi ricandido anche per affermare con forza il progetto del Partito del Popolo della Libertà, per sostenere in pratica e con decisione l’intuizione di Silvio Berlusconi. Dobbiamo smettere di chiamarci tutti ex di qualche cosa e valorizzare le nostre diverse e tante provienienze politiche e culturali, come motivo di ricchezza complessiva, sfaccettature di uno stesso unico profilo. Forse qualcuno non si è accorto che è già nata una generazione PdL che guarda solo al futuro, che ha desiderio di affermarsi in virtù di valori ed ideali riconducibili alla nostra carta dei valori, sintesi vera della nostra storia politica.

Con queste motivazioni e con questo spirito, con l’incoraggiamento di tanti di voi, amministratori locali, dirigenti di partito, iscritti e cittadini, che ringrazio per la preziosa collaborazione di questi anni, mi sottopongo al giudizio degli elettori.

Con un’unica promessa. Il massimo dell’impegno e della dedizione. Come sempre.

 

                                                                                                          Carlo

 

FATTI, STRANEZZE E DOMANDE

Un estratto del dossier riepilogativo sulla vicenda delle firme della lista "Per la Lombardia" di Roberto Fornigoni

1. L'Ufficio elettorale ha ammesso la lista Formigoni, come risulta da specifico verbale, alle ore 12 del 28 febbraio. I presentatori della lista ricevono comunicazione telefonica della ammissione alle ore 15,00. Il Partito radicale presenta una richiesta di accesso agli atti in un'ora imprecisata del 28/2 non essendo stata protocollata dagli uffici della Corte d'Appello. Ottiene una autorizzazione per via telefonica alle ore 16 e ha a disposizione le liste degli altri partiti dalle 16,30 alle 20,00.

Essendo la richiesta di accesso agli atti formulata dai Radicali molto discutibile (tanto che quasi tutti gli Uffici elettorali in Italia l'hanno respinta), come si spiega la incredibile celerità con cui essa è stata concessa e per di più per via telefonica e senza alcuna argomentazione di merito?

2. Il Partito radicale ha chiesto l'accesso agli atti ai sensi della legge 241/90 che esclude tassativamente all'art. 24 c.3 "le istanze di accesso preordinate ad un controllo generalizzato dell'operato delle pubbliche amministrazioni", come puntualmente riconfermato nelle motivazioni del provvedimento, con il quale l'Ufficio elettorale presso la Corte d'Appello di Potenza ha rigettato analoga istanza d'accesso dei Radicali.

Perché è stato autorizzato l'accesso, in difformità dal comportamento della grandissima maggioranza degli Uffici elettorali che in Italia hanno ricevuto analoga richiesta e in difformità anche dal comportamento dell'Ufficio elettorale circoscrizionale di Milano, della medesima Corte d'appello?

3. la legge elettorale n.108 del 1968, all'art.8 c.2 e all’art. 10 c.5 prevede che le decisioni assunte dall'Ufficio elettorale regionale possano essere impugnate contro la propria esclusione solo dai rappresentanti delle liste eventualmente escluse, come chiaramente affermato nella succitata deliberazione dell'Ufficio elettorale di Potenza che, rigettando l'istanza di accesso agli atti, afferma: "l'istanza non appare funzionale alla proposizione di ricorso contro l'esclusione della propria lista ..... e l'art. 10 della 1.108/68 ammette la proposizione di ricorsi esclusivamente nei confronti di provvedimenti di esclusione di liste o candidati e non anche nei confronti di provvedimenti di ammissione di liste o candidati concorrenti).

Perché l'Ufficio elettorale ha consentito al Partito radicale di presentare ricorso non sulla propria esclusione, ma sulla regolarità della documentazione di un'altra lista?

4. Il Partito radicale ha presentato all'Ufficio elettorale un esposto che è stato fatto proprio dall'Ufficio ed ha portato alla esclusione della lista Formigoni.

Quale articolo della legge elettorale consente tale procedura, dal momento che l'art. 8 della stessa legge dichiara che la funzione dell'Ufficio in questa fase termina con la dichiarazione di ammissione, che era già stata emessa in data 28 febbraio?

5. l'Ufficio elettorale regionale alle ore 12,00 del 28 febbraio ha certificato di aver esaminato la documentazione del listino Formigoni e, essendo tutto in regola, di ammetterlo alla consultazione elettorale. la stessa procedura viene seguita per tutte le liste ammesse.

Dopo l'esposto dei Radicali presentato l'l marzo, l'Ufficio ammette di:

a. non aver visto la mancanza di timbri su 136 firme

b. non aver notato la mancanza della data di autentica su 121 firme

c. non aver rilevato la mancata indicazione del luogo dell'autentica su 229 firme

d. non aver constatato la mancanza della qualifica dell'autenticante in 28 firme.

Un totale dunque di 514 errori. Lo stesso Ufficio, in data 3 marzo, rispondendo al ricorso presentato dalla Lista Formigoni il 2 Marzo, oltre che respingerlo dice di aver fatto un riconteggio, ammettendo di aver commesso un errore di 63 firme, e fissa il numero definitivo di esse in 3872, di cui evidenzia la non validità per 244, senza spiegarne la motivazione.

Riassumendo: rispetto al 28 febbraio in cui l'Ufficio ha verificato come regolari 3935 firme, esso ne annulla 514 1'1 Marzo su indicazione dei Radicali e altre 307 in data 3 Marzo.

Come e da chi è stato fatto un lavoro cosi approssimativo di verifica delle liste e chi garantisce che anche le liste su cui non ci sono state contestazioni non contengano ugual numero di errori non rilevati?

6. Alcuni Uffici elettorali, fra cui quello centrale circoscrizionale presso lo stesso Tribunale di Milano, hanno negato l'accesso agli atti richiesto da liste concorrenti richiamando (giustamente) la normativa sulla privacy: "L'Ufficio centrale circoscrizionale del tribunale di Milano considerato che la documentazione oggetto della richiesta contiene dati sensibili e riservati di soggetti terzi.. .. rigetta lo richiesta. Milano 4 marzo 2010).

E' giusto che L'Ufficio elettorale regionale abbia consentito ad un partito di vedere o fotocopiare e, quindi, divulgare elenchi contenenti dati sensibili come, ad esempio, recapito e numero di documento di identità oltre che il convincimento politico di migliaia di cittadini, senza il loro consenso né la loro autorizzazione? Tale procedura non configura un reato penale per violazione della privacy come tutelata dal D. lgs 196 del 2003?

7. I presentatori della lista Formigoni sono stati tenuti all'oscuro della autorizzazione concessa ai Radicali di verificare la loro documentazione.

Perché la verifica delle liste concorrenti è stata autorizzata al Popolo della libertà solo in presenza dei rappresentanti di tali liste e sotto sorveglianza degli uffici, mentre la verifica della lista PDL è stata consentita ai Radicali senza la presenza di testimoni?

8. L'esposto dei Radicali aveva evidenziato errori analoghi a quelli ipotizzati per Lista Formigoni anche nella lista Penati

Come mai non è stata fatta sulle liste Penati la stessa revisione che ha portato alla esclusione della lista Formigoni, mentre le verifiche fatte dai rappresentanti della Lista Formigoni su tali liste hanno evidenziato errori (se si adotta lo stesso criterio contestato) in più di 800 firme, non rilevati dall'Ufficio?

LEGGI IL DOSSIER COMPLETO

GUARDA IL CONFRONTO CON ALCUNE FIRME RACCOLTE DAL PD PER PENATI

Leggi, norme e regole: Luigi Scalfaro le cambi

Con le liste bocciate alle elezioni si ècreata una situazione anomala ed incresciosa. Si ipotizza una dabbenaggine incredibile da parte dei presentatori o, viste le coincidenze strane, la fantasia lavora e la dietrologia fa faville. Si è creato, come dice giustamente il presidente, un gran pasticcio. A mio parere le possibili scelte sono tre, e tutte comunque impopolari, ma forse utili a uscire dal pantano che questa democrazia malata e superficiale tanto da rovinarsi da sola, ha creato. Attenti però che la degenerazione democratica porta alla soluzione di un uomo solo al comando, non in maglia bianco celeste come Fausto Coppi, ma di colore che va dal rosso al nero, o al bronzato della bilancia della giustizia, la peggiore che ci sia. Ma torniamo alle proposte. Si può andare alle elezioni così con liste mutilate, ma avremmo un governatore di dubbia rappresentativit√† e gli elettori privati della possibilità di scelta. Si può fare ricorso al Tar o al Consiglio di Stato, con l'unico risultato certo di rinviare le elezioni. Si può ricorrere ad un decreto ad hoc, ma cambiare le regole e partita in corso non è sportivo. Forse la terza alternativa è meno dannosa. Certo ci sarebbero montagne di proteste, ma parzialmente ingiustificate. La via del decreto è già stata percorsa 15 anni fa dalla sinistra. Non sarebbe così scandaloso se la percorresse anche la destra. Ecco il precedente: il 16 marzo 1995 il Presidente Oscar Luigi Scalfaro firmò un decreto del Governo di Lamberto Dini che modificava i termini di presentazione delle liste per le elezioni regionali. Sarebbe così strano se si ripetesse il fatto? Il punto è che una sola persona, anche se magistrato, non può condizionare unìlezione che per legge è definita a "suffragio universale". L'esclusione di una parte dell'elettorato, sia di destra che di sinistra, per difetti di carattere formale, riferiti alla raccolta delle firme, non può in nessun caso, rendere nulla una legge come quella del suffragio universale su cui si basano i diritti fondamentali della democrazia.